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lunedì 29 settembre 2008

Grillo torna sulla Saras

Beppe Grillo torna sull’argomento, da lui per prima denunciato all’opinione pubblica, dopo l’articolo di Repubblica del 23 settembre sulla questione Moratti-Saras:


Che Saràs, Saràs...

Scrivevo di emmemmme Massimo Moratti nel blog il 23 aprile 2007, diciassette mesi fa:
“Ogni tanto il fratello maggiore Gianmarco gli chiede di mettere una firma sui collocamenti. La gente si fida di lui, del suo aspetto da Bugs Bunny buono. E così è stato anche per il debutto di Saras in Borsa. I Moratti hanno incassato 1,7 miliardi di euro, ne avevano bisogno per rinforzare la squadra. Il titolo fu quotato a 6 euro in un momento di crollo del settore energetico. Chi lo comprò perse il 12% in un solo giorno. Riassunto: qualcuno decide che il prezzo di 6 euro è giusto, i risparmiatori ci credono, comprano, perdono. I Moratti e le banche ci guadagnano e la procura indaga. La Consob dov’era? Cardia illuminaci.”

Emmeemme farfugliò di querele contro di me di cui non ho avuto notizia. Quelle che ho comunque mi bastano.
Diciassette mesi dopo il post “Senza rubare”, il 23 settembre 2008, il consulente tecnico della Procura di Milano ha descritto l’operazione Saras in 400 pagine.
Il consulente, come riportato da Repubblica: “ha ipotizzato che l’incasso della quotazione sia servito soprattutto a un ramo della famiglia, quello di Massimo Moratti, per far fronte ai debiti dell’Inter. Con un contestuale danno per il mercato di 770 milioni di euro”.
In sostanza le azioni sono state quotate a un prezzo molto superiore al loro valore. I Moratti e le banche hanno incassato. Chi ha comprato ha perso 770 milioni di euro.
Le banche hanno offerto un aiuto prezioso per la collocazione dei titoli. Le email sequestrate dalla magistratura:
- “E’ vitale che davanti al prezzo ci sia un 6”, Federico Imbert, Jp Morgan
- “Devi essere al corrente del fatto che abbiamo ottenuto 1,6 miliardi di euro, cioè da entrambi i fratelli, ma uno dei due deve ripagare 500 milioni di debiti, così quella parte non la vedremo per lungo tempo” Emilio Saracco, Jp Morgan
- “Parlato a lungo con Miccichè di Intesa. E’ contento del lavoro fatto insieme su Saras e Intercos. E’ personalmente a disposizione per stimolare forza vendita specialmente su Saras. Chiede di informarlo se vediamo problemi o sgranature. Tiene ovviamente molto al successo data l’esposizione sua e di Passera con i Moratti. E’ stato da lui Galeazzo Pecori Girali di Morgan Stanley consigliando di non esagerare sul prezzo. Lui crede che lo faccia per invidia nei nostri confronti” Federico Imbert, Jp Morgan.
Che Saràs, Saràs …:
- Moratti, incasso 1,6 miliardi di euro
- Jp Morgan, incasso 26,7 milioni di euro
- Banca Caboto, incasso 18 milioni di euro
- Morgan Stanley, incasso 20,9 milioni di euro
- Azionisti, perdita 770 milioni di euro.

...dal blog di Beppe Grillo

martedì 23 settembre 2008

Repubblica: falso in bilancio Saras. 500 milioni per coprire il debito di Moratti

Tempi di rivalsa e di soddisfazioni per Talk about asr. Dopo il post del 12 settembre sono contento e fiero di scrivere anche questo.

Quel che sostenevo in Conoscere l'avversario... a volte gratifica anche se si arriva secondi, soprattutto in merito alla Saras a Moratti all’Inter e mentre si era in piena lotta per il titolo di Campione d’Italia 2007/08, non era solo frutto di una mia farneticante fantasia. Che poteva esser un post folle lo si poteva pensare visto che nessun organo di stampa rilevante ne parlava e, figuriamoci se uno poteva dar retta al primo blogger di turno. Blogger, parola invisa ai più.

Oggi, 23 settembre, nelle pagine de la Repubblica esce un articolo in cui si legge che il consulente tecnico della procura di Milano ipotizza che l’incasso della quotazione 'gonfiata' di Saras sia servito soprattutto per far fronte ai debiti dell’Inter. Con un contestuale danno per il mercato di 770 milioni.

Riprendo da Dagospia i passaggi salienti del pezzo pubblicato a firma di Walter Galbiati per la Repubblica:

Quel titolo valeva tra 4 e 5 euro per azione. Invece le banche e la famiglia Moratti lo hanno piazzato sul mercato a 6 euro. E per farlo, secondo la ricostruzione del consulente tecnico della procura di Milano, Marco Honegger, non avrebbero pubblicato alcuni dati rilevanti nel prospetto informativo. Che la quotazione di Saras, la società di raffinazione di Sarroch, non fosse stato un grande affare per il mercato, lo si era capito fin da subito, quando il giorno successivo alla quotazione, avvenuta il 18 maggio 2006, il titolo aveva perso oltre il 10 per cento del suo valore. Il consulente tecnico ha ricostruito in un documento di oltre 400 pagine i motivi di quella debacle. E ha ipotizzato che l´incasso della quotazione sia servito soprattutto a un ramo della famiglia, quello di Massimo Moratti, per far fronte ai debiti dell’Inter. Con un contestuale danno per il mercato di 770 milioni.

Tutti, gli analisti, i banchieri e gli investitori istituzionali avevano capito, durante le varie tappe che hanno portato la Saras in Borsa, che quella valorizzazione era troppo elevata, eppure nessuno ha fatto nulla per correggere il tiro. Un dato è emerso chiaramente dall’analisi di Honegger: l’utile di gruppo, il principale indicatore su cui calcolare il valore della società, era "gonfiato". «Si è potuto riscontrare che l’informativa da Prospetto - scrive il consulente - non aveva evidenziato l’esistenza di una considerevole componente di utili non ricorrente nei dati storici, dati unici su cui basarsi per la decisione di investimento (quantomeno per il pubblico indistinto)».
La mancanza si riferisce all’utile 2005, pari a 292,6 milioni di euro. Una cifra riportata tale e quale nel prospetto, senza avvisare i risparmiatori che il dato era "gonfiato" da utili derivanti dalle scorte di magazzino. Dalla documentazione sequestrata dalla Guardia di Finanza presso Jp Morgan, una delle banche advisor per la quotazione, invece, emerge chiaramente che nei report su Saras redatti prima della quotazione, gli analisti, compresi quelli di Morgan Stanley e Caboto di Banca Intesa (gli altri due advisor dei Moratti) prendono in considerazione gli utili depurati ("comparable") per calcolare il valore delle società di raffinazione.

A febbraio 2007, in un comunicato, la società svela che l’utile netto rettificato per il 2005 è di 230 milioni di euro. Con questi profitti, il valore per azione di Saras sarebbe stato tra i 4,1 e i 5,1 euro e non tra i 5,25 e i 6,5 euro, come indicato nel prospetto.

Un altro banchiere di Jp Morgan, Emilio R. Saracho (probabilmente del private banking) svela in una e-mail un ulteriore dettaglio: «Devi essere al corrente del fatto che abbiamo ottenuto 1,6 miliardi di euro, cioè da entrambi fratelli, ma uno dei due deve ripagare 500 milioni di debiti, e così quella parte non la vedremo per lungo tempo». Vai alla versione integrale...


È tempo di cambiare. Non si tratta più di un gioco e questo non è solo Calcio. Spero che stavolta almeno se ne cominci a parlare, spero che i principali media facciano il loro dovere e diano il giusto risalto alle notizie, senza condannare o giudicare a priori. È tempo di lavorare.

giovedì 10 luglio 2008

Accordo di massima per Mancini - Comunicato ufficiale A.S.Roma

L’A.S. Roma S.p.A. rende noto di aver raggiunto in data odierna un’intesa di massima con l’F.C. Internazionale S.p.A. per la cessione a titolo definitivo a favore di questa del diritto alle prestazioni sportive del calciatore AMANTINO FAIOLI ALESSANDRO.

Le intese raggiunte verranno perfezionate e sottoscritte nei primi giorni della prossima settimana al rientro del calciatore in Italia.

L’A.S. Roma si riserva, pertanto, di informare il mercato dell’avvenuto perfezionamento
dell’operazione di trasferimento.

[ News A.S. Roma 10 Luglio - 18:34]

venerdì 16 maggio 2008

Conoscere l'avversario... a volte gratifica, anche se si arriva secondi

Questo post lo voglio dedicare all’Inter. Si lo so che parliamo di Roma ma ogni tanto uscir fuori dal contesto ci fa bene. È come aprire la finestra e guardare oltre, guardare al di là delle nostre mura domestiche che tanto amiamo e tanto ci fanno stare bene soprattutto quando, magari dopo una giornata intensa di lavoro e di fatiche, ci fanno rilassare escludendoci dall’esterno, ci fanno staccare la spina.
La nostra Roma è un pò così, come la nostra casa. Un rifugio dai pensieri e dalle problematiche di tutti i giorni, un punto (ideale e concreto al contempo) d’incontro e di aggregazione con le persone più care o con le quali condividi la tua stessa passione.

Il mondo esterno non è bellissimo, non è fiabesco come vorrebbero farci credere. Un mondo sorretto dalla superficialità, dall’immagine, dall’apparire non è sempre piacevole da vivere. Anche perché quello che noi percepiamo di tutto ciò che ci circonda è solamente un modello rappresentato della realtà. In questo, è ovvio, la comunicazione gioca un ruolo fondamentale e di conseguenza i media di massa ne sono i principali attori. Come pensate di informarvi su ciò che vi circonda? E quindi, in che modo riuscite a dargli senso? La maggior parte di voi risponderà leggendo i giornali, guardando la tv, ascoltando la radio. Giustissimo. Le persone sono impegnate, lavorano, svolgono la propria vita intensamente, non è che possono passare la loro quotidianità a reperire ed elaborare informazioni. Capite bene, quindi, che quello dei media diviene un ruolo fondamentale per la vita (democratica aggiungerei) di un paese. Ma cosa accadrebbe se i “comunicatori” cominciassero a raccontarci ciò che vogliono? Se i media informassero per convenienze, giochi di potere, interessi o stereotipi? Insomma, se qualcuno (una, cento, mille persone non è questo fondamentale) tenesse “per le palle” l’informazione?
Bisogna quindi stare attenti, aprire gli occhi quanto più possibile e soprattutto cercare di avere più fonti a cui attingere per reperire notizie. Si corre il rischio, altrimenti, di credere pacifista un popolo aggressivo oltre i propri confini, morta una persona che non lo è, onesto uno che delinque.

Il calcio, se è vero quanto si dice, è uno spaccato della società in cui viviamo. In esso, come accade quando usciamo fuori di casa, ci sono persone oneste e persone disoneste, doppie facce e finti buonismi, personaggi coerenti ed altri meno.

Proprio ieri è uscita la notizia, ripresa un pò su tutti i quotidiani, dei rapporti tra Mancini (allenatore dell’Inter), i suoi collaboratori, alcuni calciatori e Domenico Brescia. Brescia è un pregiudicato con precedenti per omicidio, associazione mafiosa coinvolto, in passato, anche in indagini su stupefacenti.
Il tutto emerge da un’inchiesta dei Carabinieri che, da alcune intercettazioni, hanno riscontrato la presenza di alcune conversazioni tra Brescia e Mancini in cui non sono stati rilevati, al momento, risvolti penali ma sgradevoli colloqui (si parla di donne e orologi con riferimento anche ad altri pregiudicati e ad un latitante).
Queste nuove intercettazioni uscite a così pochi giorni dall’ultima giornata di campionato (tanto più che, a quanto pare, non ci sia niente di illecito) mi fanno un pò pensare. È come se qualcuno tentasse di destabilizzare un ambiente già abbastanza caotico. Certamente non può esser la Roma, non ha sicuramente questo potere mediatico (anzi la ritengo un vaso di cristallo in una gabbia di elefanti) ma potrebbe esser qualcuno divenuto recentemente ancor più potente che si vuole vendicare di qualcosa.
Nella stessa giornata di ieri infatti esce anche lo sfogo di Vieri su Moratti in un’intervista su SKY Sport 1 per “I signori del gol” in onda alle 21:

-
Tu hai dato tanto all’Inter. Ti saresti aspettato di esser pedinato?
È difficile trovare le parole. Io penso di aver dato tanto all’Inter e non meritavo un trattamento così. Così è uno schifo, non è bello. Hanno fatto una cosa non bella, è una vigliaccata andare ad intercettare le telefonate delle persone. Non si fa. Infatti c’è una causa in corso.

- Ti ha deluso Moratti?
Sicuramente si, perché è stato lui a fare tutto quanto, però fa parte della vita.

Anche questo può esser frutto di coincidenze? Affermazioni così pesanti rese note nello stesso giorno della notizia sulle intercettazioni? Secondo me no, ma ognuno si faccia l’opinione che ritiene più opportuna.


A prescindere da tutto ciò, comunque, a me non sembra che l’Inter di questi ultimi anni sia un esempio di trasparenza. Non voglio parlare di passate intercettazioni, di arbitraggi a dir poco vergognosi che hanno pesantemente condizionato questo campionato (senza che nessuno lo dicesse), delle scuse di Collina per gli errori arbitrali, di vicende Telecom non proprio positive. Mi basta valutare :



  • quanto disse la Covisoc a proposito dei bilanci dell’Inter: la società di Massimo Moratti non aveva i requisiti per l’iscrizione al campionato 2005-2006, quello dello scudetto vinto a tavolino dopo la retrocessione della Juventus in B per calciopoli (come scritto negli articoli di Corriere della Sera e Repubblica nel giugno dello scorso anno);



  • l'ingaggio di Mancini come allenatore. Divenuto tale senza gavetta, e ancor più grave, senza aver fatto il corso e seguito l’iter di Coverciano per acquisirne il patentino (concesso grazie all’appoggio della GEA di cui lo stesso Mancini ha fatto parte, come si evince dalle dichiarazioni di Chiara Geronzi) e oggi acerrimo nemico di Moggi e della stessa GEA;



  • alcune considerazioni di Beppe Grillo (non ancora denunciato per quanto affermato) su Moratti e la sua Saras:





tra l’altro una delle principali fonti nazionali di inquinamento atmosferico secondo una classifica stilata dal Sole24 ore (alcuni articoli Il Sardegna , L’altra voce)


E poi, sarà banale, ma me lo sono sempre chiesto: non ci trovate una sorta di leggero “conflitto d’interessi” nella denominazione del campionato di serie A (oggi serie A Tim) o nel nome della Coppa Italia (oggi Tim Cup)?
Sara stupido pensarlo ma a me sembra ancora più stupido non farlo. Siamo per eccellenza il paese del conflitto d’interessi.
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martedì 13 maggio 2008


“Non sono ancora riusciti a far vincere lo scudetto all’Inter! Rigore inesistente: altro regalo arbitrale ma stavolta Materazzi sbaglia”. Titolo a mio modo di vedere impeccabile del Corriere dello sport di ieri, uscito nella prima pagina nazionale del quotidiano. Coraggioso, sfrontato e altrettanto veritiero ha fatto scandalo nel panorama mediatico-sportivo nazionale. Unica cosa che si fa in Italia in queste occasioni è screditare, degradare, offendere chi va contro corrente, chi cerca di uscire dal coro e così è stato dalla più piccola tv locale ai più grandi media nazionali (perdonatemi il parallelo irriverente in termini di argomento ma sembra un pò quello che sta accadendo con Travaglio, Santoro, Grillo).

Condivisibile è anche l’editoriale, a titolo “Quella sudditanza che condiziona tutto” del direttore Alessando Vocalelli di cui offro alcuni stralci:


Oggi vi diranno tutti che questo è un campionato straordinario, bellissimo con un testa a testa come non si vedeva da anni. Questo, noi, ve lo diremo dopo. Dopo aver sottolineato e urlato come si poteva chiudere questo campionato bellissimo ed incerto: con l’ultimo regalo all’Inter, dopo una serie infinita di errori arbitrali, di ammissioni da parte di Collina, di rigori inesistenti. Ieri, ma lo avete visto?, è stato il giovane Gava a confermare quanto sia forte la sudditanza arbitrale nei confronti dei nerazzurri, quanta benevolenza – naturalmente involontaria – ci sia nel trascinare l’Inter verso lo scudetto. Chissà se su quell’abbraccio tra Materazzi e Riganò, che tutto era fuorché rigore, si saranno convinti o pentiti quelli che hanno preferito chiudere gli occhi di fronte allo sfacelo arbitrale o negli ultimi tempi hanno cercato di dimostrare che - no, no - questo è un campionato assolutamente senza macchia. Ma dove sono, ci hanno detto nelle ultime settimane, questi favori all’Inter? Chissà cosa avranno pensato nel veder quel rigore fischiato a un quarto d’ora dalla fine di Inter-Siena, quando la pratica scudetto doveva esser chiusa già da un pezzo e magari ci saremmo tutti dimenticati di ciò che è successo a cavallo tra gennaio e marzo. Invece l’Inter stava annaspando e il benevolo occhio arbitrale ha fatto un capolavoro.

Lo avevamo detto, denunciato, in settimana. Ma perché affidare le partite scudetto a due giovani? Perché non considerare il campionato ancora aperto, avere rispetto dell’interesse della gente e delle speranze della Roma? Il designatore, evidentemente, pensava che due, tre gol, e via: l’Inter avrebbe festeggiato, alzato la Coppa e chiuso questo campionato di tormenti. Il tormento si è invece impossessato del giovane Gava che - anche lui - si è sentito evidentemente sulle spalle tutto il peso di uno psicodramma. E stordito, in maniera sicuramente involontaria, dal fascino dell’Inter e di tutto ciò che non stava succedendo, ha fischiato un rigore inaccettabile. Ve l’immaginate se quel rigore, proprio quel rigore, avesse deciso il campionato?
Tutto ciò non è accaduto, perché Materazzi ha pensato bene - all’apice della sua smania incontrollabile di protagonismo - di strappare l’incarico a Cruz e poi di chiamare Manninger alla parata. Ma resta incredibile l’epilogo che si stava consumando. Scherzando, un amico, mi diceva: tutto ciò è successo perché gli arbitri hanno esagerato nella loro sudditanza, nella benevolenza, a favore dell’Inter. Si, proprio così. Perché se Materazzi fosse stato espulso - come meritava - per un’entrata durissima su Locatelli, non si sarebbe poi sostituito al portiere su un tiro di Cruz (facendo infuriare Mancini) e soprattutto non avrebbe sbagliato il rigore [...]. Un peccato, lo abbiamo detto già altre volte, che questo campionato continui ad esser scandito dalle risate di un intero stadio - come successe tempo fa - o dalle battute di protagonisti ed osservatori. [...].



È curioso come gran parte dei pensieri del precedente post, espressi da tifoso dopo una impensabile penultima giornata di campionato, siano riscontrabili in questo titolo ed in questo editoriale (che consiglio di leggervi integralmente). Ne sono a dir poco orgoglioso e fiero.

Che dire, complimenti al Corriere dello sport e al suo direttore Vocalelli (il quale non ha mai nascosto la sua fede biancoceleste e questo non può che accrescere ancor più la mia stima per un serio professionista che seguo da quando ha assunto questa direzione e che, anno dopo anno, ha incrementato esponenzialmente le vendite ed i lettori del quotidiano).
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