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sabato 4 ottobre 2008

Anno 3001. ROMA secondo NIKE

Corre l’anno 3001, Roma è una città divisa. Un terremoto ha aperto una enorme crepa nel suolo squarciando in due la città. È il caos più totale. La crepa è venerata come una divinità, mentre il Nuovo romano impero è salito al potere ed ha diviso la popolazione in due su base economica. L’unica possibilità di riscatto dei reietti sembra “la coppa”, il torneo di calcio che Tiberio ha intenzione di vincere... per salvare il futuro di Roma.





Il video nasce da una campagna pubblicitaria Nike del 2001 lanciata in Italia ed in particolare nella nostra regione. La campagna, legata all’organizzazione di un torneo di calcio a 5 tenuto a Roma, è stata supportata dai tradizionali mezzi di comunicazione: quotidiani, cartellonistica, radio e televisione. Ma c’è di più. Grazie al lavoro del talento croato Danijel Zezelj, che ne ha curato la parte grafica, quello che poteva essere il solito spot televisivo si è trasformato in un affresco animato ed ha preso fisicamente forma anche in uno splendido fumetto presentato in allegato al quotidiano LaRepubblica.

Partendo da uno spunto semplice e funzionale alla campagna promozionale, Zezelj sviluppa la storia in maniera sorprendente. La narrazione per immagini è di grande efficacia ed emoziona al primo sguardo. Le didascalie, secche e decise, sono sempre azzeccate e si sposano alla perfezione con la drammaticità e la tensione di cui è intrisa ogni tavola.

L’intera vicenda, poi, può essere benissimo letta come una metafora della nostra vita di tutti i giorni contro l’emarginazione, il razzismo e la violenza imperanti nello sport come nel quotidiano. Inoltre, si intuisce che nel mirino di Zezelj ci siano anche l'ingegneria genetica e la globalizzazione (si proprio in un fumetto Nike, strano ma vero!).

Oggi tale video, visto, scaricato, embeddato, può esser considerato un esempio di marketing virale a tutti gli effetti con una particolarità in più: la diffusione ancora prorompente a distanza di 7 anni.

Complimenti alla Nike ma soprattutto a Zezelj.


domenica 21 settembre 2008

Premio Fair Play per il Cap

È stato Francesco Totti il calciatore più corretto della stagione 2007-2008. Al capitano della Roma è andato il Pallone d’argento. Il numero 10 ha ricevuto il riconoscimento per il fair play prima dell’anticipo contro la Reggina all’Olimpico. Totti è il secondo giallorosso a ricevere il premio intitolato alla memoria del giovane artista Jaime Fiumanò. Suoi predecessori, tra gli altri, Kakà, Toni, Tommasi, Zola, Shevchenko, Zanetti e Ferrara.
(ANSA)

E nella stessa serata di ieri è stata trasmessa la registrazione della puntata in cui Francesco è stato ospite a C’è posta per te, un programma domenicale di Canale 5...

venerdì 19 settembre 2008

L'album ufficiale del Capitano è in edicola!

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L’esclusivo sticker album Francesco Totti il Capitano è già in tutte le edicole della Capitale e del Lazio.

Preziosi Collection e A.S.Roma presentano, per la prima volta in assoluto, una raccolta da collezione unicamente dedicata all’attaccante giallorosso per tutti i tifosi e gli amanti del calcio in generale.

In totale la collezione si compone di 88 figurine da attaccare su un album di 32 pagine illustrate con le più belle foto selezionate personalmente dal Cap.

martedì 5 agosto 2008

A te... cantata da 2000 romani e romanisti

La canzone A te ha chiuso alla grande la straordinaria serata di venerdì 1 agosto al Teatro Romano di Ostia Antica in cui è andata in scena l’ennesima replica (a grande richiesta) di Te lo do io Pasquino, una commedia musicale che ha portato in teatro quasi 2o mila persone (per chi lo avesse perso l’appuntamento è per il prossimo 9 agosto).

In uno scenario incantato, sovrastato da un manto di stelle, il cuore di Roma si è manifestato in tutto il suo splendore. Alla fine dello spettacolo più di 2 mila persone hanno cantato A te di Riccardo Angelini in arte Galopeira, il co-protagonista assieme alla voce della statua di Pasquino.

Queste le considerazioni del capitano della Roma Francesco Totti, nei camerini insieme a Marione e Riccardo, al termine dello spettacolo andato in scena anche il 31 gennaio...



Questo il video (amatoriale) del 1 agosto. La canzone è divenuta una sorta di tormentone estivo tutto romano...

mercoledì 23 luglio 2008

I protagonisti al rientro

A voi le prime dichiarazioni del Mister e di alcuni giocatori dell’A.S.Roma al rientro a Trigoria nel primo giorno di ritiro.
Nell’ordine: Totti, Taddei, De Rossi, Montella (alla fine del 2° video di De Rossi), Aquilani, Vucinic, Mexes, Quan, i due neoacquisti Riise e Loria, il tecnico Spalletti.

I video sono tratti dallo speciale andato in onda domenica sera su Roma Channel.











martedì 1 luglio 2008

Puponi sarete voi!

Non volevo scrivere un post su questo argomento perché lo reputo, più che inutile, quasi un attentato alla vostra intelligenza. Ma come al solito certi argomenti e soprattutto certi personaggi ti si ripresentano (su per giù come la peperonata) quando meno te lo aspetti. Comunque sarò stringato.

Quello che segue è un breve stralcio della conferenza stampa di oggi in cui il neo c.t. Lippi parla della questione Totti e Nesta. Un caso montato esclusivamente dai giornalisti dato che sia Totti sia Nesta non hanno mai espresso la volontà di tornare in nazionale dopo aver preso una ferma e coerente decisione.



Da questa conferenza escono fuori articoli come quello che segue:

Il suo nome, assieme a quello di Alessandro Nesta, è saltato fuori ancora prima dell'annuncio ufficiale del ritorno di Lippi sulla panchina Nazionale. E puntuale, la questione Totti, è stata una delle prime domande a cui il nuovo cittì ha dovuto rispondere nella conferenza stampa di presentazione.Il tecnico viareggino ha esposto il suo punto di vista in maniera chiara, lasciando comunque aperto uno spiraglio: «Un loro ritorno? Solo se dovessero chiamarmi». Ipotesi remota, è vero, ma nel calcio mai dire mai.Da Trigoria è arrivata la replica del Pupone, che non si è sbilanciato su un possibile ritorno di fiamma per la maglia azzurra: «Voglio augurare buon lavoro a Lippi e al suo staff, con cui ho un rapporto di stima professionale e personale. Io in questo momento ho in testa solo il recupero». Per ora. Poi, a ginocchio guarito, chissà...



Non riesco a capire l’accanimento verso Francesco, l’utilizzo di questo odioso termine affibbiatogli da chi non lo sopporta (giornali del Nord in primis) e mai usato dai suoi tifosi, il voler ancora gettarlo in mezzo al caos del “chissà”, “forse un giorno”.

Basta, non se ne può più. Lasciate Francesco in pace!

Lippi sembra davvero un santarello, il salvatore della patria calcistica (e sapete come la penso su di lui) al cospetto di chi scrive con l’astio personale verso un uomo più che verso un giocatore di calcio.

venerdì 13 giugno 2008

Agli inguaribili musoni

Questo post lo dedico a tutti coloro che sono scettici. Che sono dubbiosi. Che hanno l’ormai perenne “puzza sott’al naso”. A tutti quei tifosi della Roma (tifosi andrebbe virgolettato) che quando parlano della squadra, della dirigenza, del calciomercato aggrottano le sopracciglia portandosi il mento tra il pollice e l’indice. Mi riferisco proprio a voi e a tutti quelli che si sono riconosciuti in questa descrizione.

Cerchiamo insieme di fare un pò di chiarezza? Cerchiamo di osservare le cose senza lasciarci prendere troppo da quello che dicono i giornali?
Perché se io venissi da Marte e mi cominciassi ad interessare al campionato di serie A apprenderei che la Roma è la squadra peggiore del campionato italiano. Una squadra di superbi fannulloni. Fatta di giocatori coatti, beceri, attaccati solo e unicamente al soldo. Una società di incapaci, di meschini, capace solo di lavorare disgiuntamente senza collaborazione né comunicazione. Una tifoseria violenta, rozza, ignorante, paragonata ad un’orda di barbari.
Tutto questo mentre gli altri sono belli, ricchi, umili e potenti al contempo, rispettosi, lodevoli. Le società di calcio (le altre) sono pulite, composte da brava gente, la federazione italiana è tra le più pulite al mondo (perché ora i personaggi sono cambiati, eccome se sono cambiati!).
La Roma invece è merda, feccia.

La Roma è la squadra da eliminare, la più sporca, corrotta. Se va bene siamo trattati come una squadretta che sforna giovani di buone speranze da cedere alla squadra con la 's' maiuscola di turno. Insomma Noi e la nostra squadra siamo la vergogna del calcio italiano.
Questo è quello che il mio alter ego marziano percepisce. Questo è quello che si sente, si legge, si apprende dalla quasi totalità degli organi d’informazione.

Sento da mesi, che oramai sono diventati anni, che le prestazioni sportive dei giocatori più forti e rappresentativi della squadra sono state cedute o saranno cedute a breve. Sento spesso che alcuni giocatori avrebbero già trovato l’accordo o che avrebbero già contrattato con quella o quell’altra società (cosa che, a norma di legge, non si può fare per rispetto del contratto stipulato con chi li ha tesserati).
Tutte falsità, storie inventate e smentite giorno dopo giorno dai fatti.

Facciamo alcuni esempi.

Senza andare a scomodare Francesco Totti che avrebbe dovuto cambiare una squadra all’anno visto che la Roma, come dicevano, non aveva le possibilità per tenerlo (ricordo che in quegli anni Francesco divenne una sorta di prostituta calcistica mediatica pur mantenendo e manifestando ferme decisioni da sempre) possiamo parlare di Philippe Mexes.
Mexes fino a qualche anno fa era un giocatore di medio-basso livello (io non l’ho mai creduto ma si diceva così...) preso in giro da tutti (tifosi e giornalisti) per la sua lunga chioma bionda e i calzettoni da gioco tirati fin sopra le ginocchia. Ancora ricordo i soprannomi “Golden Lady”, “femminuccia”, ecc.. Una volta impostosi con la sua prestanza atletica e con la maturazione continua grazie al lavoro e all’impegno sul campo oggi viene giudicato uno dei centrali più forti al mondo. Ora ovviamente è appetito da tutti. Saranno almeno tre le estati in cui si dice univocamente che la Roma sarà costretta a cederlo. A me risulta che giochi ancora e lo farà anche la prossima stagione con questa maglia.

Vogliamo poi parlare di Alberto Aquilani o Daniele De Rossi? Sembra di tornare indietro di una decina di anni e ripercorrere storie simili create intorno a quello che oggi è il nostro capitano, simbolo e bandiera della nostra squadra, della nostra romanità.

Vogliamo parlare del tecnico Luciano Spalletti? Tutti lo danno al Chelsea. Si sente parlare di trattativa tra il team londinese e l’allenatore della Roma. Si parla di un incontro misterioso in ascensore tra Ancelotti e Spalletti nella sede amministrativa dei Blues. Si pensa a possibili intrecci tra Milan, Berlusconi e ancora Spalletti nati da un incontro fortuito e una stretta di mano tra il presidente e il tecnico all’interno di un ristorante di Milano.
Spalletti smentisce tutto in un’intervista a SKY: «Non ho ricevuto proposte contrattuali da parte di nessuna società, tanto meno dal Chelsea. Due giorni fa - ha ironizzato il tecnico - non ero pronto per andare al Chelsea perché non sapevo l'inglese o addirittura perché non mi ritenevo all'altezza. Due giorni dopo, si è detto che sarei in attesa di una loro chiamata e che avrei già contattato uno dei calciatori migliori della Roma per portarlo con me. Queste, l'ultima soprattutto, sono assolute cattiverie».

Ci vogliamo mettere in testa, una volta per tutte, che la nostra società e la nostra squadra sono pulite, trasparenti. Fatte di gente in gamba, competente, che lavora onestamente ed intensamente. Una società e una squadra mai state invischiate in Calciopoli o in altre vicende losche. Risultate diverse volte esser 'parti lese' nei procedimenti sportivi e civili.

Insomma.
Aquilani, a detta di Pradè, al momento è incedibile (io credo che il ragazzo abbia bisogno solo di qualche certezza in più sul suo ruolo all’interno della squadra ma tutto si risolverà per il meglio). De Rossi ha sempre sostenuto che il suo rinnovo è pura formalità, vista l’intesa con la squadra e la voglia di rimanere a vita con questi colori addosso. Spalletti che smentisce tutto e tutti (poi magari tra qualche anno potrà anche andar via, perché no, ma onorerà questo contratto e questo progetto).

Gli unici giocatori importanti che la Roma potrebbe dar via quest’estate probabilmente sono Mancini e Giuly (che preferirebbe fare le sue ultime esperienze calcistiche in Francia, la sua nazione, prima di chiudere col calcio).

A tutti coloro che sono ancora scettici posso solo dire che sarà il tempo a sancire, come sempre, chi avrà ragione. Quindi vi aspetto e vi do appuntamento alla fine di questo calciomercato.
Io sarò pronto a riconoscere i miei errori e spero voi farete altrettanto.

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martedì 10 giugno 2008

Il nero dell’azzurro giallorosso

Qualche giorno fa (in tempi non sospetti) ho letto un articolo su un settimanale on-line che ho trovato molto in linea col mio pensiero sull’argomento. Dopo quel che è successo ieri mi è tornato alla mente. Vi consiglio di leggerlo. Sono poche righe e ne vale la pena (non foss’altro perché almeno non mi sento solo nel pensare certe cose).
Il settimanale on-line è
Il legionario.
L’articolo Contraddizioni Nazionali è scritto da Diego Angelino.

Clicca qui e vai a pag.5 per leggerlo...
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mercoledì 4 giugno 2008

Unico Vero Capitano

A quarantacinque giorni dall’infortunio patito il 19 aprile scorso (nella partita Roma - Livorno 1-1), nel quale subì la rottura parziale del legamento crociato del ginocchio destro, Francesco Totti è tornato ieri a correre sul campo di Trigoria. Il Capitano giallorosso si è prima esercitato sui gradoni della tribuna, quindi verso le 12.30, diretto dal preparatore Vito Scala e sotto lo sguardo del dottor Mario Brozzi e del fisioterapista Silio Musa, ha effettuato delle corse in campo assieme ad Alessio Cerci, anche lui reduce da un infortunio.
(fonte marione.net)
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Forza Capitano guarisci presto. Questo blog è con te.
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Ci manchi...

lunedì 26 maggio 2008

Roma ha vinto!

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La Roma vince all’Olimpico 2-1 e conquista la nona Coppa Italia della sua storia.
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Non si tratta di rivincita ma dell’ennesima prova di superiorità della squadra di Roma cui è stato sottratto uno scudetto in modo clamorosamente scorretto.
Hanno soppresso ingiustamente la gioia di un’intera città pronta ad esplodere di felicità, di allegria, di colori. Non smetterò mai di scriverlo, di ribadirlo. Più di questo non posso e non possiamo fare.
Grazie alla squadra, alla società, al presidente Sensi.

A tutti coloro che stavano a Roma sabato sera ma che non la conoscono bene, o magari tifano per un’altra squadra... non penserete mica che quello che avete visto per le strade della città era il festeggiamento di un nostro scudetto? No. Quello era solo un ringraziamento, un piccolo piacere, lo stare insieme per una Coppa Italia vinta. Voi, quello che è successo a Roma per la vittoria di un Campionato, neanche lo immaginate.

Era doveroso il chiarimento perché cominciavo a sentir circolare
voci strane...
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