giovedì 12 giugno 2008

In DIRETTA con MARCO TRAVAGLIO

"Il blog ha una nuova voce”. Questo afferma Beppe Grillo sul suo blog, uno tra i più famosi e cliccati al mondo.

Travaglio parlerà in diretta streaming ogni settimana il lunedì alle ore 14.

Da oggi anche su Talk about asr si potranno vedere e ascoltare sia le dirette sia le repliche. Basterà, ogni volta che vorrete, visualizzare questo post (quello che state leggendo ora), attendere una manciata di secondi e cliccare su “play”.

Ovviamente. Potete ricercare questo post nell’INDICE BLOG che trovate nella colonna laterale (alla vostra destra).
Oppure potete accedervi cliccando sul link apposito nella sezione “Eventi, proposte, iniziative dal mondo 2.0 ...” (sempre qui a destra).

Io sono orgoglioso di poter ospitare sul mio blog uno dei più grandi giornalisti italiani attuali. Tanto grande da non riuscire a trovare spazio nei media nazionali tradizionali in questo Paese che funziona al contrario. Troppo scomodo, incalzante, troppo 'serio professionista' per poter far parte dell’élite del giornalismo italiano, quello bello, ricco, sfarzoso e patinato.

Ringrazio, dunque, Marco Travaglio e Beppe Grillo per aver dato questa possibilità a tutti noi (mortali) blogger.

Sono strafelice!

Che dire?
Ci bekkiamo qui ogni lunedì e “buona informazione” a tutti...







I

4 commenti:

Symon ha detto...

... è finita da poco la diretta di Marco Travaglio (durata una trentina di minuti).

Marco ci ha parlato della legge sulle intercettazioni.

Un vero e proprio “marchingegno da regime” che non permetterà:
allo stato di garantire la giustizia e di smascherare l’illecito (privandosi di un fondamentale strumento di investigazione e indagine);
a noi cittadini di godere del diritto sacrosanto di esser informati, abolendo parte della cronaca giudiziaria ed intaccando irreparabilmente la libertà di stampa.

Mitica la frase “al cittadino non far sapere quali sono i delitti del potere”, no?

Marco ci da appuntamento a lunedì prossimo per la sua nuova diretta... io non mancherò... vi aspetto qui per vederla e magari commentarla insieme.

A presto

Symon ha detto...

Nell’appuntamento di oggi Marco ci parla di “conflitto d’interessi” e della cosiddetta legge “blocca processi”.

Nel ricordarci che la giustizia non è né di destra né di sinistra e che il conflitto d’interessi in Italia non riguarda solo le Tv del premier (anche se questo ne rappresenta uno dei più grandi mai esistiti nel nostro Paese) ma tante altre sfere che coinvolgono tutto il nostro esecutivo (tanto da non riuscir mai a risolvere o quanto meno ridurre il problema quasi ci fosse unità d’intenti in merito) ha voluto sottolineare l’inattività di un’opposizione totalmente passiva, almeno fin’ora (poi non si sa mai... “le vie del Signore sono infinite”, qualcuno diceva).

Il duo Berlusconi/conflitto d’interessi sembra non aver fine. Marco ci fa un breve sunto di quello che è stato e di quello che continua ad esser, sino ad oggi, con la recente storia della legge “blocca processi”. Tale legge, lo ricordo in breve, sospenderebbe per un anno tutti quei processi per fatti commessi fino al giugno del 2002 che si trovino nella fase dell’udienza preliminare o del processo di primo grado e che prevedano pene inferiori ai 10 anni di detenzione.

In sostanza verrebbero sospesi processi per (vediamone solo alcuni, ma se ascoltate li elenca tutti Marco):

- stupro
- violenza sessuale
- sequestro di persona
- rapina
- falsificazione di documenti pubblici
- corruzione
- corruzione giudiziaria (quella che gli imputa Mills)
- abuso d’ufficio
- reati informatici
- ricettazione
- aborto clandestino
- detenzione di materiale pedo-pornografico
- detenzione abusiva e porto d’armi illecite
- molestie
- circonvenzione d’incapaci
- traffico illecito di rifiuti
- vendita di marchi contraffatti
- immigrazione clandestina
- omicidio colposo per colpe mediche
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata
- peculato
- intercettazioni illecite
- maltrattamenti in famiglia
- incendio
- incendio boschivo
- adulterazione di sostanze alimentari
- somministrazione di medicinali pericolosi
- truffa alla Comunità Europea
ecc.

Guarda caso rientra in questa categoria anche il “processo Mills” e quindi per sospendere questo, (per sospenderne uno!) quello in cui il premier è imputato per corruzione in atti giudiziari (davanti al collegio presieduto dal giudice Gandus) con il legale inglese David Mills, si devono sospendere tutti quelli per le accuse prima elencate.

Saranno sospesi circa 100.000 processi secondo le stime dell’Associazione Magistrati.

Marco inoltre aggiunge che se è vero che anche la prescrizione si bloccherà per un anno è pur vero che la legge prevede la “rimessa a ruolo” da parte dei tribunali di competenza di tutti questi processi con conseguente allungamento dei tempi che li farà decadere tutti per prescrizione, ivi compreso quello di Berlusconi.

Ciò mentre le vittime in attesa di giustizia verranno accantonate senza possibilità alcuna di ricorso.

Il tutto per un “soggetto” che disse testuali parole: “entro in politica per non finire in galera e non fallire per debiti”. Lo disse a Biagi e a Montanelli.

Come dice Marco: PASSATEPAROLA.

Symon ha detto...

Prosegue il nostro appuntamento settimanale con Marco Travaglio.

Oggi si parla di lodo Schifani-bis, Alfano o semplicemente lodo Berlusconi.

In sostanza si tratta di una legge ordinaria in cui si stabilisce che i presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e soprattutto del Consiglio siano immuni da qualunque processo penale durante tutto il mandato.

I massimi rappresentanti delle istituzioni, che nelle altre democrazie devono dare il buon esempio e dunque mostrarsi più trasparenti degli altri, in Italia diventano immuni da qualunque processo penale, qualunque reato commettano dopo averlo assunto o abbiano commesso prima di assumerlo. Compresi i reati comuni, “extrafunzionali”, cioè svincolati dalla carica e persino dall’attività politica. Anche strangolare la moglie, anche arrotare con l’auto un pedone sulle strisce, anche stuprare la colf o molestare una segretaria. O magari corrompere un testimone perché menta sotto giuramento in tribunale facendo assolvere un colpevole. Che poi è proprio il caso nostro, anzi Suo.
(voglioscendere.ilcannocchiale.it)

Una legge totalmente incostituzionale, come dicono tutti (giuristi e i costituzionalisti compresi), che come minimo non dovrebbe esser firmata neanche dal Capo dello Stato.

La suprema porcata cancella, con legge ordinaria - votata in un paio di minuti dal collegio difensivo allargato del premier imputato, che ha nome “Consiglio dei ministri” - l’articolo 3 della Costituzione repubblicana. Che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”. La questione è tutta qui. Le chiacchiere, come si dice a Roma, stanno a zero. Se tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, non ne possono esistere quattro che non rispondono in nessun caso alla legge per un certo numero di anni in base alle loro “condizioni personali e sociali”, cioè alle cariche che occupano. Se la Costituzione dice una cosa e una legge ordinaria dice il contrario, la legge ordinaria è incostituzionale. A meno, si capisce, di sostenere che è incostituzionale la Costituzione (magari prima o poi si arriverà anche a questo).
(voglioscendere.ilcannocchiale.it)

L’incostituzionalità di tale norma è legata anche ad altri due fattori sostanziali:

- il diritto delle vittime ad avere giustizia,
- l’eguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge anche in qualità d’imputati.

Ci dicono che in tutto il mondo c’è già una sorta di lodo Schifani, Alfano, Berlusconi.
Marco ci ricorda che non è vero! Non esiste Paese al mondo in cui il Premier abbia questo genere d’immunità. L’immunità è prevista solo per i sovrani come la regina d’Inghilterra o il re di Spagna.

Insomma “se sei imputato - negli altri Paesi - non ti candidi o altrimenti ti dimetti, se il processo inizia dopo l’elezione, e vieni giudicato; da noi, invece, se sei stato imputato prima di essere eletto ti candidi lo stesso altrimenti, se vieni imputato dopo che sei stato eletto, abolisci i tuoi processi e poi dici pure che è colpa dei giudici.”

Questa cosa è spettacolare (in senso negativo ovviamente!) come spettacolare ed esemplificativa è la chiosa di Marco con il suo vecchio detto catalano: “ci pisciano addosso e ci raccontano che sta piovendo.”

L’appuntamento è a lunedì prossimo per la nuova diretta e, per chi lo desidera, a martedì 8 luglio in piazza Navona (Roma) alle ore 18 per la “manifestazione contro le leggi-canaglia”.

PASSATEPAROLA...

Symon ha detto...

Non mi sono dimenticato di voi, ma tra la manifestazione dell’8 luglio e alcuni miei impegni non ho avuto modo di scrivere un commento su quanto accaduto. Per farlo riprendo quanto scritto in un mio commento ad un post di “20 righe” (un blog del progetto BlogLab che tratta essenzialmente di politica).
Dunque vi do appuntamento a lunedì prossimo e buona lettura:

“Il mio invito è quello di partecipare sempre più attivamente alla vita politica di questo Paese che sta degradando inesorabile sempre più in basso.
Proprio perché non possiamo più fare affidamento su questa classe politica (oserei dire ridicola), proprio perché si è disperso il dovere ed il senso delle istituzioni, il dovere e la responsabilità verso gli elettori e ancor più verso i cittadini, che non possiamo abbandonare il tutto scrollando le spalle e lasciando che ci pensi qualcuno, prima o poi.

Partecipiamo attivamente perché i problemi che attanagliano i decisori pubblici sono i nostri problemi. Le questioni che a noi sembrano più distanti sono quelle a noi più vicine. A volte penso a come si fa a dormire tranquilli la notte occupando certi ruoli, o meglio, come si fa a trovare il tempo solo di coricarsi.

Le civili manifestazioni popolari, come quella in questione, sono quanto di più politico, democratico e sano ci possa essere in uno stato di diritto moderno. Come si è detto più volte martedì: questa è politica, questa è libertà di pensiero e di espressione!

L’antipolitica è l’antipode della manifestazione dell’8 luglio. L’antipolitica è non mandare in diretta tv la manifestazione stessa (o almeno parte di essa), non trovarla nelle prime pagine dei quotidiani nazionali (se non in spazi assolutamente marginali), negare cortei pacifici sotto le sedi dei partiti il cui affitto è pagato dai cittadini. L’antipolitica è l’assoluto silenzio su quel che di scomodo accade, è abbassare e sminuire le persone che si esprimono liberamente ma in modo differente (far passare per pazzi squilibrati o delinquenti individui liberi e non asserviti è stata prassi comune a molti totalitarismi).

Ci si dovrebbe risvegliare dal torpore anestetico di cui i media in Italia ci imbottiscono quotidianamente e per farlo bisogna cominciare a fare questi piccoli, grandi passi.”