domenica 11 maggio 2008

Onore al Siena

Eccomi qui. Eccomi a passare una domenica che non avrei mai pensato di passare.
Da solo, a scrivere dopo aver visto e ascoltato di tutto. Dopo aver parlato (al telefono e non) con tutti, dopo aver letto sms sul cellulare.
Stasera non sono voluto uscire.
Oggi è stata una giornata stupenda, come penso per tutti voi, una di quelle giornate da segnare con il rosso, da appuntare nella memoria di tifoso.
Siamo ad un solo punto di differenza dalla prima in classifica ad una giornata dalla fine del campionato.
L’ennesima grande vittoria della nostra squadra e l’ennesimo, irriverente, vergognoso scempio consumato a favore dell’Inter che stavolta non so per quale forza maggiore non è riuscita a sfruttarne i benefici (sarà stata la giustizia divina o se preferiamo quella sportiva).

Tutti noi in questi giorni siamo intenti a pensare (o meglio gli altri, partendo dai giornalisti più o meno prezzolati, ci induco a pensare) sul perché del nostro secondo posto, sui nostri errori o passi falsi, facendo andare tanto di moda la parola 'rimpianto' quando si parla della Roma.
Stasera mi voglio fermare (e vi invito a farlo) a riflettere, a non seguire la massa, a non parlare per sentito dire.

Ragioniamo.

Perché avere rimpianti? Perché criticare questa squadra? Questa società?
Secondo me è sbagliato farlo sulla base di dati oggettivi ed in quanto tali incontrovertibili.
Quest’anno la Roma è al secondo posto con 81 punti in classifica battendo il record individuale dei 78 in stagione e delle 23 vittorie totali (nell’anno dello scudetto abbiamo vinto addirittura con soli 75 punti e con 22 vittorie).
Siamo in finale di Coppa Italia (Tim Cup).
Siamo arrivati per il secondo anno consecutivo tra le prime otto squadre d’Europa battendo, agli ottavi di Champions, il Real Madrid per due volte ed uscendo ai quarti con il Manchester appena oggi campione d’Inghilterra e favorito nella finale di Mosca.
Abbiamo vinto la Supercoppa italiana che ha aperto ufficialmente questa stagione calcistica giunta al termine battendo proprio l’Inter.
Siamo una delle squadre che gioca il miglior calcio a livello internazionale.

Da queste constatazioni non possiamo far altro, secondo me, che fare un plauso a tutta la Roma e ringraziare tutti coloro che ci hanno fatto vivere ancora una volta una straordinaria stagione, intensa, viva fino all’ultima partita.
Grazie per non aver mai mollato anche quando non c’era più niente da fare, quando tutti ci davano per spacciati, quando il campionato era concluso con un paio di mesi d’anticipo.
Grazie per aver tenuto in piedi una lotta impari contro un avversario strafavorito (sul quale in uno dei prossimi post non potrò non dire qualcosa).

Grazie di tutto ragazzi.

ps anche perché se l’Inter, a detta di tutti, era una squadra stratosferica la più forte del mondo lo deve esser ancora oggi (per coerenza) e quindi, se non va come deve andare, bè si può sempre dire che siamo la squadra vice “più forte del mondo”. Non credete
?
.

2 commenti:

Francesco ha detto...

Esageratoooooo...
Diciamo che noi (interisti) stiamo passando un periodo malandato, decisamente in sottotono. Voglio dire: ci sta. Ci sta tutto.
Dopo un campionato sempre in testa!

Ciaooo

PS: PARMA DELENDA EST !!!

symon ha detto...

Classico esempio di interista "juventinizzato" (il nostro caro Francesco).

È indubbio che in un campionato ci debba essere un periodo di flessione (ci mancherebbe) ed infatti l’unica cosa che non imputo all’Inter è quella di fare uso di “sostanze illecite”. Anzi, dirò di più, il fatto che non si possono vincere tutte le partite è naturale (sarebbe anomalo il contrario) e questo è proprio quello che cerco di far capire anche a tutti gli amici che mi dicono che la Roma avrebbe potuto fare di più, che se perde questo campionato deve solo rimproverare se stessa.

Il punto è che quando l’Inter ha avuto periodi di flessione, come alla fine del girone di andata (vedi Inter – Parma, Siena – Inter, ecc.), e il riacutizzarsi di questa flessione nelle ultime partite ha sempre avuto aiuti, appoggi, spinte (chiamatela sudditanza arbitrale o come vi pare) che hanno indirizzato le partite in un certo modo e che hanno mantenuto l’Inter al primo posto fornendogli un distacco dalla seconda che solo oggi appare esiguo (anche se alla fine non lo è perché un punto con una gara da disputare è comunque tanto considerando anche il vantaggio degli scontri diretti).

Anche la Roma ha avuto periodi di flessione (vedi Siena, Livorno, ecc) ma ha sempre avuto direzioni di gara abbastanza corrette, senza alcuna “sudditanza” (anzi forse cera anche qualcosa da recriminare) ma comunque mai favoritismi come, da ultimo, il rigore Materazzi-Riganò a dieci minuti dalla fine direi più che di una partita di un intero campionato (a detta di molti “rigore scudetto” o “match ball”).

La Roma tutto questo non lo ha mai avuto.

ps ritrovo negli interisti di oggi lo stesso atteggiamento degli juventini di ieri (e parlo di tifosi ma anche di tanti giornalisti sportivi): riuscire a negare l’evidenza. Giustifico i tifosi (s)travolti dalla passione ma non tollero chi del calcio ne fa una professione.