martedì 13 maggio 2008


“Non sono ancora riusciti a far vincere lo scudetto all’Inter! Rigore inesistente: altro regalo arbitrale ma stavolta Materazzi sbaglia”. Titolo a mio modo di vedere impeccabile del Corriere dello sport di ieri, uscito nella prima pagina nazionale del quotidiano. Coraggioso, sfrontato e altrettanto veritiero ha fatto scandalo nel panorama mediatico-sportivo nazionale. Unica cosa che si fa in Italia in queste occasioni è screditare, degradare, offendere chi va contro corrente, chi cerca di uscire dal coro e così è stato dalla più piccola tv locale ai più grandi media nazionali (perdonatemi il parallelo irriverente in termini di argomento ma sembra un pò quello che sta accadendo con Travaglio, Santoro, Grillo).

Condivisibile è anche l’editoriale, a titolo “Quella sudditanza che condiziona tutto” del direttore Alessando Vocalelli di cui offro alcuni stralci:


Oggi vi diranno tutti che questo è un campionato straordinario, bellissimo con un testa a testa come non si vedeva da anni. Questo, noi, ve lo diremo dopo. Dopo aver sottolineato e urlato come si poteva chiudere questo campionato bellissimo ed incerto: con l’ultimo regalo all’Inter, dopo una serie infinita di errori arbitrali, di ammissioni da parte di Collina, di rigori inesistenti. Ieri, ma lo avete visto?, è stato il giovane Gava a confermare quanto sia forte la sudditanza arbitrale nei confronti dei nerazzurri, quanta benevolenza – naturalmente involontaria – ci sia nel trascinare l’Inter verso lo scudetto. Chissà se su quell’abbraccio tra Materazzi e Riganò, che tutto era fuorché rigore, si saranno convinti o pentiti quelli che hanno preferito chiudere gli occhi di fronte allo sfacelo arbitrale o negli ultimi tempi hanno cercato di dimostrare che - no, no - questo è un campionato assolutamente senza macchia. Ma dove sono, ci hanno detto nelle ultime settimane, questi favori all’Inter? Chissà cosa avranno pensato nel veder quel rigore fischiato a un quarto d’ora dalla fine di Inter-Siena, quando la pratica scudetto doveva esser chiusa già da un pezzo e magari ci saremmo tutti dimenticati di ciò che è successo a cavallo tra gennaio e marzo. Invece l’Inter stava annaspando e il benevolo occhio arbitrale ha fatto un capolavoro.

Lo avevamo detto, denunciato, in settimana. Ma perché affidare le partite scudetto a due giovani? Perché non considerare il campionato ancora aperto, avere rispetto dell’interesse della gente e delle speranze della Roma? Il designatore, evidentemente, pensava che due, tre gol, e via: l’Inter avrebbe festeggiato, alzato la Coppa e chiuso questo campionato di tormenti. Il tormento si è invece impossessato del giovane Gava che - anche lui - si è sentito evidentemente sulle spalle tutto il peso di uno psicodramma. E stordito, in maniera sicuramente involontaria, dal fascino dell’Inter e di tutto ciò che non stava succedendo, ha fischiato un rigore inaccettabile. Ve l’immaginate se quel rigore, proprio quel rigore, avesse deciso il campionato?
Tutto ciò non è accaduto, perché Materazzi ha pensato bene - all’apice della sua smania incontrollabile di protagonismo - di strappare l’incarico a Cruz e poi di chiamare Manninger alla parata. Ma resta incredibile l’epilogo che si stava consumando. Scherzando, un amico, mi diceva: tutto ciò è successo perché gli arbitri hanno esagerato nella loro sudditanza, nella benevolenza, a favore dell’Inter. Si, proprio così. Perché se Materazzi fosse stato espulso - come meritava - per un’entrata durissima su Locatelli, non si sarebbe poi sostituito al portiere su un tiro di Cruz (facendo infuriare Mancini) e soprattutto non avrebbe sbagliato il rigore [...]. Un peccato, lo abbiamo detto già altre volte, che questo campionato continui ad esser scandito dalle risate di un intero stadio - come successe tempo fa - o dalle battute di protagonisti ed osservatori. [...].



È curioso come gran parte dei pensieri del precedente post, espressi da tifoso dopo una impensabile penultima giornata di campionato, siano riscontrabili in questo titolo ed in questo editoriale (che consiglio di leggervi integralmente). Ne sono a dir poco orgoglioso e fiero.

Che dire, complimenti al Corriere dello sport e al suo direttore Vocalelli (il quale non ha mai nascosto la sua fede biancoceleste e questo non può che accrescere ancor più la mia stima per un serio professionista che seguo da quando ha assunto questa direzione e che, anno dopo anno, ha incrementato esponenzialmente le vendite ed i lettori del quotidiano).
.

Nessun commento: