martedì 6 maggio 2008

E tu "da che trend stai"?

Leggendo, ascoltando, osservando ho appreso l’esistenza di linee di pensiero e di condotta che vengono sposate da alcuni organi d’informazione (la quasi totalità se ci riferiamo alla società Roma) che rappresentano a volte delle vere e proprie forzature per quel che riguarda ciò che viene scritto e detto. In alcuni casi queste forzature possono essere sottili in altri più evidenti ma questo dipende per lo più dalla realtà dei fatti che a volte si accosta più ad un trend piuttosto che all’altro.

I trend cui intendo far riferimento sono due: uno riguarda il parlare sempre e comunque bene della società e dei vertici della Roma; l’altro rappresenta l’opposto cioè tentare di screditare sempre e comunque l’operato dei vertici spingendo verso una loro cessione della società.
È questo “sempre e comunque” che non va bene, che forza, che altera, che vizia, che pone veti, che inibisce le opinioni strettamente personali e libere o addirittura, se si tratta di pura cronaca, che discosta dalla realtà.

A mio parere ciò è frutto di pregiudizi e interessi personali dei singoli giornalisti (o più in generale “comunicatori”) e, ancor più grave, di linee editoriali cui si è costretti a sottostare pena la perdita del posto in cui si lavora. Il tutto nella totale mancanza di rispetto verso i propri utenti/fruitori considerati nel migliore dei casi passivi o, peggio, da persuadere e assoggettare al pensiero di chi informa (come ai tempi della cosiddetta Bullet Theory tanto cara a chi si intende di comunicazione).

In questo marasma informativo (devo dire che il solo parlare della Roma permette a molte persone di portare a casa la pagnotta), come ovvio, esistono anche alcune voci libere, franche, oneste, svincolate da obblighi. Purtroppo bisogna ammettere che il quadro generale offre una visione abbastanza cupa. Si registra una sempre crescente sindrome da trend editoriale (se così non fosse non avrei avvertito la necessità di realizzare questo post ed ancor più l’intero blog).

Altra cosa da dire è che gli anti-Sensi sono molto numerosi, molto più di quanto si possa immaginare (se allarghiamo il discorso ai quotidiani del Nord Italia il già nutrito gruppo cresce
esponenzialmente), ed in continua ascesa tanto da far quasi annullare, nel rapporto, l’esiguo numero dei sostenitori della famiglia Sensi.

In sostanza, un dato è incontrovertibile, esiste il trend dei pro-Sensi ed il suo antipode degli anti-Sensi. Tu a quale ti ispiri?

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

LA PENSO COME SEMPRE COME TE. NON SONO DI PARTE... MA HAI SEMPLICEMENTE RAGIONE!!! CHICCA

Anonimo ha detto...

AH... DIMENTICAVO... BELLA FOTO!!! CHICCA

Simone ha detto...

Siamo tutti dalla stessa parte.
Il problema non è questo.
Sarebbe bello se la gente si svegliasse su certe cose e cominciasse a fare 2+2.
Grazie comunque e...concordo sulla foto! ih ih
Ciao